Il Comune

Home  Page                 

Sindaco e Giunta    

Consiglio Comunale

Uffici

Statuto

Regolamenti

Modulistica

Difensore Civico

I Servizi

Biblioteca

Cultura

Scuola e Istruzione

Lavori Pubblici

Servizi Sociali
Sport e Impianti Sportivi
Bandi e Gare
Tributi

Polizia Municipale  Gestione associata   Trecenta - Canda

Numeri Utili

il Territorio

Dove Siamo

Notizie Storiche                   

Il Territorio

Palazzi e Chiese

I Gorghi

Personaggi Illustri

Ricettività

Percorsi turistici

ASSOCIAZIONI

LE MANIFESTAZIONI

UNIVERSITA' POPOLARE

LINK UTILI

Guida dell'Archivio Storico del Comune di Trecenta

GUIDA DELL'ARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI TRECENTA

SOMMARIO
  Presentazione
cap. 1. Trecenta - dalla Comunità al Comune - L'organizzazione territoriale
cap. 2. Vicende dell'archivio
cap. 3. La storia custodita ... tra le carte d'archivio
cap. 4. Bibliografia relativa all'archivio storico
cap. 5. norme generali per la consultazione dei documenti dell'archivio storico
cap. 6. Norme per la riproduzione e la pubblicazione dei documenti dell'archivio storico
 

PRESENTAZIONE

su cap. 1. cap. 2. cap. 3. cap. 4. cap. 5. cap. 6.

La storia custodita...

 La scelta di strutturare l'archivio storico come un servizio pubblico mira a potenziare l'offerta culturale del nostro Comune e ad assicurare la corretta conservazione, consultabilità e promozione del patrimonio documentario.

 Dopo la pubblicazione dell'inventario dell'archivio storico comunale, con questa guida l'Amministrazione intende offrire a tutti i cittadini un ulteriore, agile, strumento per conoscere l'archivio sia come istituzione giuridico-amministrativa sia come luogo di conservazione della memoria storica della comunità.

 

 cap .1

 Trecenta - dalla Comunità al Comune -

L'organizzazione territoriale

su cap. 1. cap. 2. cap. 3. cap. 4. cap. 5. cap. 6.

 

La storia della Comunità di Trecenta si intreccia, a partire dal periodo medievale, con quella dell'Episcopato ferrarese e della Famiglia estense.

  Sono di difficile definizione le modalità e il periodo in cui il Vescovo di Ferrara ha ottenuto i primi possedimenti in questo territorio. Nell'ottobre del 1329 la Chiesa Romana concede agli Estensi, che lo terranno sino al 1598, il Vicariato pontificio in Ferrara. A seguito della morte di Alfonso Il, privo di discendenza, il Ducato di Ferrara ritorna allo Stato Pontificio che lo ammini­stra con un cardinale-legato. Sino al 1796 Trecenta è retta da un governatore eletto dalla Sacra Consulta di Roma.

  Con l'arrivo dell'esercito francese, Trecenta segue le vicende istituzionali e politiche di Ferrara sottoposta al dominio di Napoleone sino al 1814, con la breve parentesi dell'occupazione austriaca verificatasi tra il 1800 e i11801. In questi anni Trecenta con Sariano diviene sede di municipalità.

  Dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia (1813) e l'occupazione dei territori veneti da parte delle truppe austriache, la storia amministrativa e politica di Trecenta, compresa nel Regno Lombardo-Veneto, segue la storia del Polesine di Rovigo. Dal 1816 il Comune di Trecenta, con la frazione di Sariano, è retto da un convocato generale di possidenti. Nel1819 una nuova organizzazione territoriale dispone che Trecenta abbia un consiglio comuna­le senza ufficio proprio, parimenti con le bolle Oe salute dominici gregis del 10 maggio 1818 e Cum nos gravibus passa dalla diocesi di Ferrara a quella di Adria. Nel 1840 un decreto governativo accorda al Comune di Trecenta l'ufficio proprio di terzo grado coll'ammissione di un segretario, di uno scrittore e di un cursore.

 Dal movimento rivoluzionario del marzo 1848 nasce il breve Governo provvisorio della Repubblica Veneta che ha ripercussioni anche sul territorio polesano. A Trecenta, il 2 maggio 1848, viene convocata una assemblea popolare presieduta dall'arciprete Giosefat Ferrarese che elegge un "comitato d'ordine pubblico", che assume tutti i poteri politici ed amministrativi in luogo della deputazione amministrativa.

  In seguito alla sconfitta di Vicenza, gli austriaci tornano in Polesine nel giugno 1848, ripristinando il precedente ordinamento.

L'unificazione dell'Italia, avviatasi nel marzo del 1861, si completa nel 1866 con l'annessione delle province venete: nel mese di ottobre il Regno Lombardo-Veneto viene unito al Regno d'Italia.

  Nel 1870 la Deputazione provinciale di Rovigo dispone, su istanza degli elettori di Sariano, che il numero dei consiglieri comunali spettanti al Comune di Trecenta sia ripartito fra il capoluogo e la frazione in proporzione alla popolazione.

In seguito all'avvento al potere di Mussolini inizia una radicale trasformazione delle realtà locali che culmina con l'abolizione del sistema elettivo comunale e l'introduzione dell'ordinamento podestarile. L'amministrazione viene affidata ad un podestà che esercita le funzioni prima attribuite al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale. Il Consiglio comunale di Trecenta si dimette nel gennaio del 1927, considerando "chiuso il ciclo dell'attività della rappresentanza comunale". Il Comune viene retto da Ferruccio Martini, sino al novembre del 1927 come commissario prefettizio, poi in veste di podestà. Nel 1928, in seguito alla revisione delle circoscrizioni dei territori comunali, la frazione di Pissatola, del soppresso Comune di Crocetta, viene aggregata a Trecenta. Dal 1943 Trecenta continua ad essere governata, senza soluzioni di continuità, da un podestà e poi da un commissario prefettizio, prima Giovanni Sartorelli e sino all'aprile del 1945, Giovanni Tavasanis. Trecenta viene liberata dall'occupazione tedesca il 25 aprile 1945.

  Il 19 maggio il Prefetto di Rovigo nomina sindaco, su designazione del Comitato di liberazione nazionale comunale di Trecenta, Francesco Fantinati.

  Dopo il referendum sulla forma istituzionale dello Stato del 2 giugno 1946, con il quale l'Italia diviene una Repubblica democratica, le prime elezioni amministrative comunali a suffragio universale si svolgono a Trecenta il 10 novembre 1946.

  L'ordinamento comunale del dopoguerra, basato sui testi unici del 1934 e del 1915, negli anni successivi è andato disperdendosi in una consistente e variegata serie di leggi e disposizioni che vi hanno apportato modifiche ed integrazioni, soprattutto sotto l'aspetto finanziario.

 

 cap .2

VICENDE dell'ARCHIVIO

su cap. 1. cap. 2. cap. 3. cap. 4. cap. 5. cap. 6.

  La ricostruzione delle vicende dell'archivio storico comunale inizia con la documentazione atte stante l'incendio del 1809. Qui, come in diversi altri luoghi del Polesine, gruppi di contadini, braccianti e commercianti assaltano uffici pubblici incendiando registri e documenti d'archivio come reazione popolare alla vessatoria tassazione imposta dalla dominazione francese e alle condizioni di diffusa miseria in cui versano le popolazioni polesane in quegli anni.

  Le prime notizie sull'organizzazione e la consistenza dell'archivio si desumono dall'inventario del Comune del 1877. Grazie alle sue dettagliate descrizioni è possibile ricostruirne la dislocazione presso il palazzo municipale. Presso l'ufficio di segreteria vi erano due armadi in noce per i libri e le buste dei verbali consiliari e degli atti in genere; nell'ufficio dello stato civile un armadio conservava gli atti e i registri del servizio; nella stanza dello scrittore un mobile per scrivere in piedi conteneva il registro di protocollo; nella stanza della Congregazione di carità vi era un armadio in abete per gli atti contabili, due scaffali per i libri e i registri di contabilità finanziaria e per i documenti del servizio d'anagrafe e un armadio "per ripostiglio d'atti”; nella stanza del Conciliatore altri due scaffali per buste ed atti del governo; infine, nella stanza al secondo piano adibita ad archivio un «grande scaffale d'abete colorito in rosso cupo con relative portelle, munite di griglie di ferro e di ser­ratura a chiave» per il «collocamento della corrispondenza d'ufficio».

  Nel 1880 la consistenza dell'archivio comunale - pari a 440 pezzi tra buste e registi - è pubblicata nella Statistica degli archivi della regione veneta curata da Bartolomeo Cecchetti, direttore dell'Archivio di Stato di Venezia e sovrintendente degli Archivi del Veneto.

  L'attenzione e la cura dell'Amministrazione Comunale nei confronti del suo archivio è testimoniata, negli anni, dall'affidamento di diversi incarichi di riordino e dalle disposizioni di servizio impartite al personale dipendente circa la corretta tenuta delle carte. Nel 1903 il segretario comunale Amilcare Bondesan esegue un radicale e completo riordino dell'archivio, al termine del quale si contano 390 buste, più la raccolta delle leggi e dei decreti. Un ulteriore intervento, con scarto di materiale d'archivio, viene effettuato nel 1933 da un altro segretario comunale, Giovanni Sacchiero. Nel 1950 l'archivio, trascurato e scomposto a causa della guerra e dell'insufficienza di scaffali, viene riordinato da Rino Romani, addetto al protocollo e all'archivio, che nel 1962 curerà anche l'inventario del patrimonio archivistico comunale, collocato per l'occasione tutto al secondo piano del palazzo municipale dove si trova tutt'ora.       

  L'archivio è formato da 1.257 pezzi, oltre alle raccolte di leggi e alle pubblicazioni della biblioteca legislativa d'ufficio. Ancora nel 1969 l'archivio storico e di deposito risultano sistemati in maniera soddisfacente, collocati su scaffalature lignee e metalliche e in armadi, occupando 255 metri lineari.

  Dopo essere stato completamente spostato negli anni settanta per i lavori di restauro del palazzo municipale, l'archivio, che aveva perso l'ordine assegnatogli dall'ultimo intervento, è stato risistemato con il riordino e l'inventariazione recentemente effettuati..

 

 cap .3

La storia custodita ... tra le carte d'archivio

su cap. 1. cap. 2. cap. 3. cap. 4. cap. 5. cap. 6.

  L'archivio storico è costituito dalla documentazione propria del Comune dal 1809 al 1958 riordinata in senso diacronico secondo le sue vicende isti­tuzionali: dominazioni francese, austriaca e unità d'Italia.

  Il fascicolo più antico, del periodo 1730-1770, contenente documentazione relativa alla Chiesa di San Giorgio di Trecenta, è stato rinvenuto nel corso del riordino frammisto a documentazione di epoca successiva. Si tratta dell'elenco dei lavori fatti al campanile della chiesa nel XVII secolo, desunto dai registri del consiglio della Comunità di Trecenta, e delle spese sostenute per la costruzione del baldacchino di gala e dell'altare in marmo dell'Epifania.

Gli atti dal 1809 al 1814 del periodo del Regno d'Italia napoleonico erano conservati nella busta più antica dell'inventario Romani, indicata come «Documenti vecchio incarto 1813-1825». Il materiale pervenuto riguarda prevalentemente la tassa Vallalta e il Consorzio Polesine e Vallalta. La Legazione di Ferrara istituisce, con determinazione 19 maggio 1790, una tassa a carico dei possidenti del comprensorio situato tra il canale Castagnaro e il fiume Tartaro, nei Comuni di Trecenta e Bagnolo di Po, per far fronte al pagamento dei debiti contratti a decorrere dal 1786 dalla Comunità di Trecenta per i lavori di manutenzione dell'argine destro del Castagnaro ordinati dalla medesima Legazione. L'esazione della tassa deve essere eseguita annualmente dal Comune di Trecenta applicandola a tutti i terreni situati alla destra del Tartaro, sia in Trecenta che in Bagnolo, secondo prestabilite modalità; i proventi sono destinati sia alla manutenzione del­l'argine che al pagamento degli interessi e all'estinzione del capitale.

  I documenti del periodo austriaco, relativi agli anni 1814-1866, sono classificati in rubriche che rispecchiano le funzioni assegnate ai Comuni con le disposizioni del 1816, in vigore per tutta la durata del Regno Lombardo­Veneto, dettagliatamente disciplinate nel corso degli anni da notificazioni, regolamenti e circolari: affari camerali, affari politici, istruzione pubblica, culto, sanità e beneficenza, pubbliche costruzioni, militari e coscrizione, polizia.

  La ricca documentazione conservata relativa al periodo unitario, risultato dell'attività amministrativa del Comune prima nel Regno d'Italia e poi nella Repubblica Italiana, rappresenta la realtà demografica, sociale, politica, culturale, economica e lo sviluppo urbanistico di Trecenta in un arco di tempo di quasi cento anni foriero di grandi trasformazioni. Così le carte offrono uno spaccato delle problematiche tipiche della società polesana di fine ottocento percorsa da profonde agitazioni popolari e da una diffusa crisi agraria.

  Trecenta, come il Polesine, vive in questa epoca una fase di transizione, oscillante tra potenzialità di sviluppo da una parte e fattori che ne ostacolano il cambiamento dall'altra.

La documentazione della prima metà del novecento riflette, nella trattazione degli affari del Comune, le vicende storiche relative alla grande guerra, all'avvento e al consolidamento del regime fascista, allo scoppio della seconda guerra mondiale, la divisione dell'Italia in due, la resistenza, la ricostruzione del dopoguerra.

  Gli atti d'archivio di questo periodo, inizialmente ordinati in referati, dal 1902 sono classificati secondo le quindici categorie del cosiddetto "titolario Astengo” del 1897, ancora in uso nei nostri Comuni: amministrazione, opere pie e beneficenza, polizia urbana e rurale, sanità e igiene, finanze, governo, grazia, giustizia e culto, leva e truppe, istruzione pubblica, lavori pubblici, agricoltura, industria e commercio, stato civile, anagrafe, censimento e statistica, esteri, pubblica sicurezza.

  Il patrimonio documentario conservato comprende anche quattordici archivi aggregati, prodotti da enti che nel tempo hanno avuto, per motivi diversi, stretti rapporti istituzionali con il Comune. Oltre a quelli solitamente presenti come la Congregazione di carità, la Società di mutuo soccorso, l'Ufficio di conciliazione, l'Ente comunale di assistenza, i Comitati comunali dell'Opera Nazionale Maternità e Infanzia e dell'UNRRA, sono pervenuti anche i documenti del Sottocomitato comunale soccorso inondati dell'Adige, del Comitato commutazione decime Spalletti, delle due Condotte veterinarie consorziali, del Fascio repubblicano di Trecenta, della Brigata Nera di Trecenta e del Comitato di liberazione nazionale comunale e del Comitato comunale assistenza alluvionati del 1951. Si tratta di piccoli ma significativi fondi che raccontano aspetti peculiari della storia della comunità trecentana quali le alluvioni, la povertà, la solidarietà, l'attivismo politico.

  Complessivamente l'archivio storico comunale è formato di 2.262 pezzi tra buste e registri per un totale di 141 metri lineari. I documenti dell'archivio comunale e dei fondi aggregati presentano per la maggior parte un buono stato di conservazione, ma sulla quasi totalità delle carte ottocentesche sono stati asportati, ritagliandoli, i sigilli in ceralacca.

  Completa l'archivio storico un importante fondo librario di raccolte normative, testi giuridici e manuali tecnico amministrativi provenienti dalla biblioteca legale d'ufficio. Le prime notizie su questa raccolta si rilevano dall'inventario del 12 settembre 1868 che registra 147 libri tra i quali il «Bollettino delle leggi dal 1802 al 1811» in 19 volumi. Il successivo inventario del 1877, oltre ad aggiornarne la consistenza, riporta preziose indicazioni sulla sua collocazione: la parte più consistente era conservata presso l'ufficio di segreteria dove si trovava anche la biblioteca della Commissione consorziale formata da pubblicazioni in materia di imposte e tasse. Altre pubblicazioni si trovavano presso l'ufficio di stato civile e  la congregazione di carità. In calce all'inventario un'avvertenza segnala che altri libri di nessuna importanza ed incompleti sono collocati nel retrait stanza Conciliatore.

  L'ultima e puntuale indicazione sulla consistenza della biblioteca legale d'ufficio si ha nell'inventario dell'archivio comunale del 1962 che registra più di 1500 pezzi dal 1802 al 1961, compresi il Bollettino delle leggi della Repubblica Italiana dal 1802 al 1811 la raccolta delle leggi (1866-1960), delle Gazzette Ufficiali in volumi mensili (luglio 1924-1961), dei bollettini degli atti ufficiali (1928-1961) e il Manuale Astengo dal 1911 al 1941, oltre alle pubblicazioni del secolo precedente.

  Questo patrimonio librario, che costituisce un utile strumento di corredo per l'archivio storico, sarà messo a disposizione degli utenti non appena inventariato e catalogato. 

ELENCO DELLE SERIE DELL'ARCHIVIO E DEI FONDI AGGREGATI

STATO PONTIFICIO - LEGAZIONE DI FERRARA

 1. Memorie dell'erezione del campanile, cimitero ed altro nella chiesa di San Giorgio    di Trecenta (1730-1770)                                                                 

 PERIODO NAPOLEONICO E AUSTRIACO

 2. Documenti vecchio incarto. Seconda dominazione francese (1809-1813)

 3. Documenti vecchio incarto. Seconda e terza dominazione austriaca (1814-1866)

 PERIODO UNITARIO. REGNO D'ITALIA. REPUBBLICA ITALIANA

4. Documenti vecchio incarto. Regno d'Italia (1866-1901)       

5. Locanda sanitaria (1894-1905)   1 busta

6. Deliberazioni del consiglio comunale (1867-1958)      

7. Deliberazioni della giunta municipale (1874-1958)      

8. Regolamenti comunali (1861-1930)      

9. Corrispondenza riservata (1938-1963)  

10. Contratti (1786-1958)   16 buste

11. Inventari (1877-1939)

12. Bilanci, .mastri, conti consuntivi e documenti contabili (1901-1958)

13. Imposte e tasse (1871-1958)

14. Censi (1823-1939)

15. Censo Zaballi (1837-1942)

16. Commissione censuaria comunale (1908-1958) 17. Ospedale civile Rossi (1919-1963)

18. Liste di leva e ruoli matricolari (1846-1958)

19. Atti di stato civile (1871-1958)

20. Circolari (1915-1950)

21. Categoria I. Amministrazione (1902-1958)

22. Categoria II. Opere pie e beneficenza (1938-1960)

23. Categoria III. Polizia urbana e rurale (1902-1958)

24. Categoria IV. Sanità ed igiene (1900-1958)

25. Categoria V. Finanze (1910-1958)

26. Categoria VI. Governo (1911-1958)

27. Categoria VII. Grazia, giustizia, culto (1902-1958)   

28. Categoria VIII. Leva e truppe (1902-1958)   

29. Categoria IX. Istruzione pubblica (1902-1958)        

30. Categoria X. Lavori pubblici (1902-1958)      

31. Categoria XI. Agricoltura, industria e commercio (1907-1958)

32. Categoria XII. Stato civile, anagrafe, censimento e statistica (1901-1958)

33. Categoria XIII. Esteri (1902-1958)

34. Categoria XlV. Oggetti diversi (1902-1958)

35. Categoria XV. Pubblica sicurezza (1903-1959)

 

ARCHIVI AGGREGATI

1. Congregazione di carità (1867-1937)   

2. Sottocomitato comunale soccorso inondati dE;II'Adige (1882-1883)

3. Società operaia di mutuo soccorso (1882-1897)       

4. Comitato commutazione decime Spalletti (1891-1897)

5. Ufficio di conciliazione (1893-1958)     

6. Condotta veterinaria consorziale Comuni di Trecenta Giacciano con

    Baruchella e Bagnolo di Po (1902-1906)          1 fascicolo

7. Condotta veterinaria consorziale Comuni di Trecenta e Giacciano con Baruchella

8 ONMI. Comitato comunale di patronato (1930-1961)

9. Ente comunale di assistenza (1937-1958)      

10. Fascio repubblicano di Trecenta (1942-1945)

11. Brigata nera di Trecenta (1944-1945)