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Storia di Trecenta


Trecenta, originariamente chiamata Annejanum, ha origini etrusche.

Dal 163 a.C. diventa dominio romano, nell’89 a.C. acquisisce cittadinanza latina e nel 99 a.C. quella romana. Subisce le invasioni barbariche che provocano un impoverimento del territorio e successivamente un imbarbarimento anche nel modello di vita degli abitanti specialmente quelli dediti all’agricoltura.

Trecenta comunque rifiorisce in particolare sotto il potere episcopale ferrarese, fin dal 657 e sotto il Ducato di Ferrara istituito nel VII sec..

Nel 780 viene unita con il territorio di Sariano in un’unica Massa.

Ruolo importante nella storia del paese svolge la famiglia Uguccione dei Contrari. Nel 1409 egli è oggetto di investitura diventando Governatore dello Stato Pontificio e successivamente Luogotenente generale delle milizie estensi.

Nel 1413 i trecentani, in cambio della sua protezione e della contestuale esenzione da alcune gabelle, gli cedono anche grandi possedimenti, mantenendo comunque su questi terreni, gran parte paludosi e vallivi, il diritto di “vangativo”: cioè di cacciare, pescare e raccogliere canne ed erbe palustri.

Il territorio trecentano è oggetto, agli inizi del 1600, come gran parte dei territori della Bassa Veronese, di una consistente opera di bonifica operata dal Marchese Enzo Bentivoglio che permette di trasformare un’ampia zona paludosa, impraticabile e malarica in una campagna rigogliosa, fertile quale fonte di lavoro e di ricchezza per la sua popolazione.

Anche Trecenta si distingue nel periodo storico del Risorgimento avendo fra i suoi concittadini personaggi che partecipano attivamente alle lotte di liberazione degli anni 1848 - 1860, quali il Colonnello Luigi Bosi e Adolfo Azzi; quest’ultimo muore a Palermo nel maggio del 1860 come Garibaldino.

Nel 1928, con il Regio Decreto N. 481, passa a far parte del Comune di Trecenta anche la frazione di Pissatola, tale da portare ad un aumento della superficie del territorio fino agli attuali ha. 3480 e ad un contestuale aumento del numero di abitanti.

Da ricordare successivamente la rotta del Po nel 1951 che, anche per Trecenta, significa un brusco calo della popolazione per emigrazione verso la Lombardia ed il Piemonte ed un consistente condizionamento dell’attività agraria.

Trecenta è ora una ridente ed accogliente cittadina in grado di offrire ai suoi abitanti e visitatori consistenti servizi sia a livello turistico, ambientale, storico e architettonico.

A tale scopo vale la pena di segnalare l’esclusività ambientale dei Gorghi di Trecenta, il famoso Palazzo Pepoli, il Castello di Sariano, la Torre dell’orologio sede della Biblioteca Comunale, Villa Trebbi sede Municipale, le chiese Arcipretali di S. Giorgio Martire e di S. Maurelio, nonché l’Oratorio della Beata Vergine della Consolazione detto di S. Chiara.




 

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