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Nicola Badaloni

 


Nato a Recanati il 2.12.1854 e deceduto a Trecenta il 21.5.1945. Laureatosi non ancora 23enne a Napoli in Medicina e Chirurgia nel 1877. Medico Condotto a Trecenta dal 1878 al 21.05.1945.

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  • ATTIVITÀ SCIENTIFICA

Assistente Cattedra Medica Università di Padova, Libero Docente Università di Perugia e poi di Napoli. Membro del Consiglio Superiore della Sanità e relatore disegni di legge socio-sanitari sull'abuso di sostanze stupefacenti.

 

  • ATTIVITÀ UMANITARIA E POLITICA

Lavora nella provincia di Rovigo, all'inchiesta sulla "pellagra", componente della "Lega della Democrazia" ed esponente del partito Socialista in Polesine. Nel 1886 viene eletto al Parlamento nel collegio di Badia Polesine; nell'anno 1889 è Consigliere Provinciale a Rovigo. Al Parlamento, relaziona sulla pellagra. sulla malaria e sulle leggi per i veterinari municipali; nel 1920 è nominato Senatore su proposta di Giolitti. siede con Croce contro il fascismo; nel 1922 si ritira dalla vita politica dedicandosi ai poveri e vivendo lui stesso in povertà. Da Deputato si batté per il suffragio universale, collaborò all'inchiesta Ministeriale sulle condizioni dei lavoratori agricoli polesani, si batté anche per la costruzione in Polesine, di infrastrutture quali ferrovie, servizi di collegamento postale, strade, opere di bonifica, e soprattutto Case di Cura per "pellagrosi e alienati mentali".

 

  • MEDICO A TRECENTA

Nicola Badaloni di cittadinanza marchigiana giunge a Trecenta nel 1878 con un incarico di Medico Condotto. In quegli anni Trecenta era il Comune polesano maggiormente colpito dalla "pellagra". Nel giro di pochi anni le sue grandi doti nel campo scientifico e sanitario in generale e la sua cura particolare per le classi povere, alle quali andava la sua solidarietà umana e politica, ne fecero un simbolo e un punto di riferimento per tutto il proletariato polesano". Nello stesso periodo accetta dalla "Deputazione provinciale" di Rovigo di indagare sulle cause della pellagra e sui tremendi effetti che tale malattia produce sull'organismo. È una ricerca fatta con passione, in cui mette in luce non solo gli aspetti più oscuri della malattia, ma indaga e descrive tutto l'ambiente economico-morale e sociale che attornia il pellagroso. La sua fama di medico, oltre che di politico, lo porta ad essere nominato nel 1889 consigliere provinciale, incarico che manterrà fino al 1919 senza interruzione. E’ proprio il continuo intrecciarsi tra vita politica e professionale che rende questo medico singolare. Nel momento in cui viene riconosciuto "pericoloso" si tenta di limitarne l'attività, non solo in quanto convinto assertore delle proprie idee. ma anche sotto il profilo professionale. Infatti nel 1894 lo si propone per l'assegnazione al domicilio coatto con l'accusa di "avere dal 1891 in poi, con conferenze pubbliche e in altri modi, manifestato il deliberato proposito di commettere vie di fatto contro gli ordinamenti sociali".

 

  • DOCUMENTI

“La sua autentica rivoluzione è stata fatta su uomini incolti, miserabili, analfabeti, imbarbariti dalla miseria e dalla malattia; questa sua rivoluzione è stata fatta scavando nell’animo dei singoli per far entrare sentimenti di umana solidarietà e amore, senza i quali non si può combattere per elevare una classe diseredata ed emarginata.
Con Badaloni una società di miserabili, senza cultura, malata nel corpo e nell’anima, venne decisamente migliorata ed elevata a società civile”.
Tratto da “La storia di un medico socialista” G. Manfrin

“ Egli concepiva la professione del medico come una missione; la conservazione della vita umana una cosa di interesse speciale. – Non sappiamo,egli diceva, quanto possa rendere una creatura strappata alle insidie del morbo; quale tesoro d’amore, di bontà, di carità possa donare al mondo una vita conservata e salvata.”
Tratto da “ Un apostolo del Socialismo” A. Cappellini 1950

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NOTE BIOGRAFICHE:
Nasce a Recanati (MC) il 2 dicembre 1854.
Si laurea all’Università di Napoli il 27.8.1877, non ancora ventitreenne.
Si trasferisce a Trecenta nel 1878 in quanto assume la condotta.
Vive a Trecenta fino alla sua morte, avvenuta il 21 maggio 1945.


INCARICHI PROFESSIONALI:

Assume ufficialmente la condotta presso il Comune di Trecenta l’11.7.1878, all’età di 24 anni.
Nel 1885 diventa assistente alla cattedra medica dell’Università di Padova.
Nel 1886 inizia la libera docenza in Clinica Medica all’Università di Perugia.
Nel 1900 viene nominato libero docente in Patologia speciale medica presso l’Università di Napoli.
Nel 1907 diventa membro autorevole del Consiglio Superiore di Sanità e relatore di disegni di legge di indole sociale e sanitaria.
(Repressione dell’abuso di stupefacenti; Relazione sulla lotta alla malaria – 1909).


INCARICHI POLITICI:
E’ componente della “Lega della Democrazia” (la lega democratica veneto-mantovana, fondata a Padova nel 1872, promotori Tivardi e A. Mario).
Diventa guida del partito socialista polesano.
Nel 1886 viene eletto Deputato al Parlamento Italiano alla XVI Legislatura nelle fila della Lega della Democrazia.
Dal 1889 fino al 1919 è Consigliere Provinciale di Rovigo.
Nel 1890 viene rieletto alla Camera per il Partito Democratico.
Nel 1892 viene rieletto alla Camera per il Partito Socialista.
Nel 1900 viene rieletto alla Camera per il Collegio di Badia.
Diventa Presidente della “Federazione Provinciale delle Leghe”.
Nel 1918 è parlamentare, ma non appartiene ad alcun gruppo politico.
Dopo la guerra, nel 1919, si ritira dalla vita politica attiva.
Nel 1920 viene eletto Senatore del Regno su proposta del Giolitti.


ATTIVITA’ POLITICA E SOCIALE:
Impegno per l’estensione del diritto di voto ad una larga fascia di cittadini (suffragio universale).
Collaborazione con Jessie White Mario nell’inchiesta ministeriale sulle condizioni dei lavoratori agricoli nel Polesine.
Promozione di una ricerca sulla cause della pellagra, affidatagli dalla Deputazione Provinciale di Rovigo (lavoro durato 4 anni).
Impegno, nell’ambito provinciale, per la realizzazione di: ferrovie, strade, servizi di collegamento postale, opere idrauliche e di bonifica, case di cura per pellagrosi e per alienati mentali, miglioramento delle norme igienico-sanitarie, lotta alle tradizionali malattie sociali (malaria, pellagra).
Impegno, quale deputato, per dirottare maggiori fondi al Polesine per le spese straordinarie delle opere pubbliche (Bonifica padana).

 


 

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